Piano cucina in cemento: come si realizza

Fantasia, magia e tecnica. Ecco tutte le fasi che portano alla realizzazione di un top in cemento Gfrc.


La cucina della famiglia Rossi è moderna. Le mensole sono in legno e il frigorifero è ricoperto di calamite e post-it. C’è un’ampia isola centrale in cemento e in cemento è anche il mobile che ospita forno e fornelli. Ogni mattina, su quell’isola lunga e solida, si fa colazione. La cucina è il luogo in cui i Rossi si riuniscono ogni mattina e ogni sera. Se va bene, ma capita di rado, anche all’ora di pranzo. Nelle fasi più concitate della giornata le voci degli adulti si mischiano a quelle dei bambini. Ma questo vociare si interrompe quando i coniugi Rossi aprono gli occhi. La cucina è ancora vuota. Il loro fantasioso progetto si realizzerà su misura. Ogni millimetro che la loro mente ha partorito, potrà essere realizzato grazie al cemento.

Come si realizza, quindi, un piano cucina in cemento Gfrc? Vediamo insieme tutti i passaggi.

Fantasia e immaginazione, il top prende forma

Il primo momento nasce nella mente dei clienti o dei progettisti. Poi arriva a noi di Cementoline per essere realizzato.

Ogni piano cucina è un pezzo unico. Per due motivi. È unico perché non esistono due piani identici. Ed è unico nel senso che i top in cemento possono essere realizzati in un unico blocco, anche quando si prevedono dimensioni di alcuni metri. Cosa non realizzabile con altri materiali.

Dallo stampo all’essiccazione, tutto a regola d’arte

Dopo aver preso le misure o ricevuto il progetto con le dimensioni del top, realizziamo gli stampi. Anche questi sono unici perché sono realizzati in base alle misure del piano. La realizzazione degli stampi prevede diverse fasi, come l’ingegnerizzazione dello stampo stesso, l’assemblaggio e la sigillatura. Dopo di che lo stampo viene aperto e ogni volta è come se fosse la prima. Si verifica, infatti, un «effetto wow». Perché il piano sembra perfetto, in realtà ha bisogno di un controllo accurato. Dopo il controllo si stucca ogni singolo micro poro. Procediamo poi con l’essicazione seguita dall’imballaggio. Il celebre architetto e designer Gio Ponti, diceva: «Il cemento lasciatelo stare nelle casseforme così com’è a patto che le casseforme siano fatte a regola d’arte». L’ultima fase prevede il trasporto e l’installazione.

Come abbiamo visto il processo che porta alla realizzazione di un piano cucina in cemento è composto da diverse fasi. Nessuna di queste è secondaria. Per la buona riuscita del lavoro, è fondamentale che ogni momento si svolga nel migliore dei modi. È importante avere la consapevolezza che un buon cementista deve essere un buon misuratore, un buon fabbro e un abile falegname. Ma tutto questo non basta. Perché bisogna essere anche degli artisti attenti e grandi plasmatori di materia.

Apriamo gli stampi: è magia

Ci avviciniamo al momento clou del processo. Durante il primo momento, lo abbiamo visto, a farla da padrone è la fantasia. Poi serve la preparazione e la tecnica. Il terzo momento, invece, è quello della magia. Perché quando arriva il momento, lo stampo deve essere aperto. E fino a quel momento non conosciamo il risultato. «Penso che il nostro sia l’unico mestiere – dice l’ingegnere Giulio Pucci – in cui bisogna attendere il giorno dopo per vedere il risultato. Non è una questione solo tecnica, ma anche emozionale. Perché proviamo gioia se tutto è andato per il verso giusto. Ma si prova anche stress durante l’attesa e, perché no, dolore, qualora il risultato tradisce le nostre aspettative».

Quando tutta va per il meglio, possiamo godere di un materiale che ha molte caratteristiche positive. Una di queste è la resistenza. Questa dipende dagli ingredienti che compongono l’impasto del cemento Gfrc. Un impasto ogni volta diverso perché studiato in base alle esigenze del singolo progetto.

Progetta il tuo piano

Se stai immaginando un piano cucina in cemento Gfrc, SCRIVIMI.Troveremo insieme il percorso migliore.